Zuccherificio, Sel vuole certezze per i dipendenti
Il Consigliere regionale Filippo Monaco sottolinea il dramma dei lavoratori da mesi senza stipendio. “Una situazione che non può lasciare indifferenti le persone di buon senso – afferma l’esponente politico di Sel – perché, oltre al danno immediato, le ripercussioni su tutto il settore bieticolo saccarifero del Mezzogiorno ed i problemi a livello occupazionale sono talmente seri da meritare il massimo dell’attenzione”. Il consigliere Monaco ha presentato un’interrogazione al Presidente Iorio sperando di avere risposte certe e in tempi brevi, considerando che la Regione Molise è socio di maggioranza dello stabilimento e, quindi, a dire del Consigliere non può non conoscere cosa avvenga sia a livello amministrativo, sia produttivo e soprattutto cosa si ha intenzione di fare per evitare il fallimento di una attività per il cui salvataggio sono stati finanziati e spesi milioni di euro di fondi pubblici.
(Lo Zuccherificio di Termoli)
“Considerando che il socio privato, scelto dalla Regione stessa, è oggi sotto inchiesta – prosegue Monaco – c’è da augurarsi che il socio pubblico abbia già da tempo messo in atto tutti gli strumenti di controllo possibili, come è giusto che sia, visto che i soldi investiti sono dei contribuenti”. Quindi Monaco chiede cosa intende fare la Regione per fronteggiare la situazione. “L’auspicio è che non si lasci irretire dalla tentazione di mandare tutto in fallimento e far rilevare l’impianto a pochi spiccioli prosegue – La notizia delle nuove assunzioni di parenti ed amici lascerebbe pensare che tutto potrebbe risolversi. Ma con quale logica si procede a nuove assunzioni se gli attuali dipendenti sono indietro con gli emolumenti? I bieticoltori sono molto preoccupati perché loro sì che avevano scommesso sulla possibilità di continuare a lavorare per lo Zuccherificio del Molise e si sono rivolti persino al Presidente del Consiglio dei Ministri. Anche la Regione – conclude il Consigliere di Sel – sembrava molto convinta quando scelse di non accettare la proposta di riconversione prospettata dall’Unione Europea, dia oggi certezza circa la volontà di salvaguardare il settore e gli oltre 400 dipendenti dello stabilimento termolese”.


















